La Reconnection è il processo generico per mezzo del quale si viene riconnessi all’universo, che permette alla Reconnective Healing di verificarsi. Queste guarigioni e le frequenze evolutive sono portate da una nuova larghezza di banda per mezzo di uno spettro di luce ed informazioni. Ed è proprio attraverso la Reconnection che siamo in grado di interagire con questi nuovi livelli di luce ed informazioni, ed è attraverso questi nuovi livelli di luce ed informazioni che riusciamo a riconnetterci. È qualcosa di completamente nuovo. È completamente diverso. È una realtà e può essere imparata da chiunque.
Nel campo delle guarigioni, le tecniche che hanno sostenuto la prova del tempo continuano a funzionare oggi come hanno sempre funzionato. La differenza è che ora ne esistono molte di più e anche noi siamo più numerosi, quindi le vecchie tecniche non sono più sufficienti. Anche se sono ancora valide, nei nostri nuovi parametri espansi non sono più adatte, come una lanterna non sarebbe adatta come faro per un’auto, mentre andrebbe molto bene per un cavallo attaccato ad un calesse. I punti deboli di queste tecniche (il richiedere la rimozione di gioielli e cuoio, la necessità di fede da parte del ricevente, rituali di protezione per entrambe le parti coinvolte) non sono riscontrabili nelle nuove frequenze.
Ricordiamo, inoltre, perchè parecchi di noi che utilizzano tecniche di guarigione hanno deciso di esservi coinvolti. Non per diventare dei fanatici seguaci della tecnica fine a se stessa, ma per diventare dei guaritori. La tecnica fungeva semplicemente come primo passo del processo.
Per un attimo, immaginate di essere ai piedi di una grande scalinata. Uno dei vostri traguardi –quello di diventare un guaritore- vi attende in cima. Il vostro primo passo è quello di imparare una tecnica. Vi buttate anima e corpo in questa tecnica, per conoscerla a fondo e, forse, anche diventare dei maestri. Ora il primo passo non ha più segreti per voi. E va bene che vi piaccia, ma fate bene attenzione a non innamorarvene. Poiché in questo caso, vi accascereste, prendereste un cuscino ed una coperta e rimarreste lì, facendo di questo primo passo il centro della vostra vita. E cosa succederebbe a questo punto al resto del viaggio su per la scalinata? Sarebbe già finito. Quindi è il momento di salutare il primo passo… e continuare.
Una volta che lavorerete con le frequenze della Reconnective Healing, non userete solo un sottoprodotto. Non dovete perdere la vostra “R” o la vostra “Q” quando utilizzate l’alfabeto intero; dovete solo faticare un po’ di più per trovarle individualmente. Ed è certamente più soddisfacente se si usano nelle parole anziché isolandole nell’alfabeto.
Lo scopo di The Reconnection è quello di portarci nella pienezza della nostra innata connessione con l’universo. Questo è possibile grazie ad un’esperienza in due sessioni, alla quale ci si riferisce normalmente con il ricevimento della Reconnection personale. E, ovviamente, per ottenere il grado di riconnessione generato tramite La Reconnection, sentirete, per estensione, di essere guariti come parte del processo.
Benché i due non siano processi del tutto separati, per ottenere il massimo beneficio da ciascuno di essi, la sessione di Reconnective Healing e la sessione personale di Reconnection devono avvenire in circostanze separate.
Benché l’universo abbia scelto, per svariate ragioni, di “regalare” ad Eric queste energie per iniziare il processo di accrescimento delle frequenze, sembra che un numero sempre maggior di persone ogni giorno trovi il suo posto come parte integrante di questo fenomeno. Così facendo stiamo innalzando il nostro livello di consapevolezza generale. Ogni settimana Reconnective Healing viene insegnata nel mondo a centinaia di qualsiasi estrazione sociale e con svariati livelli d’istruzione, che sia o meno medica, spirituale, metafisica, new-age o altro. La gente che impara proviene da tutte le professioni, da tutte le classi demografiche e socioeconomiche.
Ogni persona entra allo stesso livello indipendentemente dal tipo di esperienza o dal grado d’istruzione di ciascuno. I gruppi sono composti grandi linee per il 50% da uomini ed il 50% da donne. Potrete trovare Master di Reiki e massaggiatori, casalinghe e studenti, medici ed infermiere, ecclesiasti o muratori, scienziati, insegnanti, analisti di computer, ufficiali dell’esercito, idraulici ed elettricisti, banchieri ed avvocati. In parecchi seminari poi troverete persone che non volevano venire affatto sedute accanto a coloro che le hanno trascinate ad ogni costo.
La costante diversità dio persone presenti in ogni seminario in qualsiasi parte del mondo garantisce che, nel corso del fine settimana, venga spiegata la natura di questo lavoro in quasi aspetto della vita di ogni giorno. Entro la fine del seminario, anche i più scettici spesso si sono evoluti così tanto da chiedersi se siano realmente passati solo un paio di giorni; e quando ci si rende conto che il muratore si muove con la stessa sicurezza ed integrità del Master di Reiki, proprio in quel momento, ci si rende conto della semplice bellezza di questo dono.
Questi seminari creano atmosfere di partecipazioni interattive che favoriscono esplorazione ed apprendimento; si basano sulla condivisione di esperienze con il gruppo. Quando un gruppo lavora in modo omogeneo con queste energie, il livello di ognuno si eleva ad una velocità impressionante. È come se ci fosse una specie di campo e che connette ciascuno in maniera più intensa, accelerando esponenzialmente la nostra nuova evoluzione. Tutti cambiamo ogni secondo e c’è molto da dire sul come trascorrere un fine settimana immersi nelle energie… insieme.
La gente mi chiede se tutti possiedono la capacità di ricevere queste frequenze e di guarire la gente. La mia risposta è “Sì!” Lo può fare chiunque, ma hanno gli occhi bendati. Sono pochi quelli che osano aprire gli occhi…. e quelli che lo fanno spesso vengono accecati da quello che vedono.
Ognuno di noi, una volta che ha interagito con queste frequenze, può ottenere delle guarigioni. Lo fanno nel corso dei seminari. Per alcuni può essere difficile credere che possono davvero farlo, anche quando accade visibilmente davanti ai loro occhi. Alcuni si perdono nel concetto che di più è meglio, così “aggiungono” altre cose, senza rendendosi conto che si tratta invece di una diluizione; come aggiungere un bicchiere d’acqua ad un piatto di minestra: il risultato è un piatto di minestra che sa di acqua. Poi esiste un terzo gruppo di persone che sentono il bisogno di fare del loro meglio aggiungendo la loro impronta personale. (per esempio, è quello che succede con il Reiki. È molto difficile trovare il Reiki allo stato puro. Parecchie persone –che fanno parecchie cose diverse- rivendicano che la loro “tecnica” sia la sola ad avere la paternità). Questo terzo gruppo non ha abbastanza autostima da trovare soddisfazione semplicemente nell’essere parte del processo, riconoscendo che è un onore il fatto di essere stati invitati a far parte di questa equazione ed aver avuto il permesso (che io considero una “benedizione”) di vedere la guarigione con i propri occhi. Cercano quindi di “decorarlo”, di porre una sorta di rivendicazione sia sul processo che sul risultato. Vogliono essere capaci a dire, “Ecco, io lo faccio così. In questo modo diventa anche meglio”. Questo è ciò che io definisco “indorare il giglio”: prendere dall’universo ciò che è perfetto e cercare di renderlo ancora più perfetto.
Queste guarigioni originano in un luogo di perfetta armonia con l’universo. Nel tentativo di migliorare ulteriormente la perfezione, questi individui dimostrano, a chiunque ci faccia caso, di non essere in grado di vedere la perfezione… o per lo meno che l’hanno persa di vista. Non c’è nulla di sbagliato nelle persone appartenenti a questi tre gruppi e parecchie persone appartengono a più di uno. Coloro che fanno parte di questi gruppi semplicemente non sono ancora arrivati al punto di essere emotivamente capaci di mettersi a disagio in una situazione estranea.
Perchè per voi dovrebbe essere diverso? Ci sono svariate ragioni. Molte di queste sono le stesse ragioni per cui in molti riescono ad ottenere risultati incredibili. Innanzitutto, in qualità di principiante, non avete un bagaglio tanto ingombrante da abbandonare. Nel nostro bagaglio ci sono sensazioni di agio e di sicurezza. C’è anche la paura di lasciar andare quello che abbiamo accumulato con fatica e denaro. Questo deriva solitamente dalla sensazione di aver fatto un errore, invece di capire che quello che abbiamo fatto è stato solo l’ultimo passo che ci ha portato dove siamo ora. Bisogna sollevare il piede dal gradino precedente per poter salire le scale. Sollevare il piede indica ovviamente che c’è l’intenzione di proseguire nell’ascesa. Se si solleva un piede dallo scalino, ma lo si sostituisce semplicemente con un altro piede, si rimane esattamente nello stesso posto e, per quanto possa essere bello, non ci lascia progredire. Ci vuole del coraggio per guardare quel gradino che amiamo tanto (che sia una tecnica di guarigione orientale sulla quale avete investito migliaia di euro e che funziona benissimo o una delle altre centinaia di tecniche insegnate in tutto il mondo) ringraziarlo e poi abbandonarlo. Per riuscirci, bisogna capire che la funzione di un gradino è quella di essere… un gradino. Non è un punto di arrivo, ma una parte dell’ascensione. Non essendo stati indottrinati nell’arena delle “tecniche” di guarigione new-age, non dovete nemmeno preoccuparvi di liberarvi di un bagaglio che non avete ancora costruito.
Eric Pearl e The Reconnection, LLC, in connessione e collaborazione con The Reconnection® e Reconnective Healing®, nonché tutti gli operatori, gli istruttori, gli assistenti, gli impiegati, gli agenti e tutte le persone e società a essi correlati, nell’ambito dei seminari, degli insegnamenti e delle informazioni rese, non si vogliono assolutamente sostituire ai medici e dunque non si assumono alcuna responsabilità, non formulano diagnosi mediche, né prescrivono trattamenti medici per specifici problemi di salute, inoltre non promettono, né garantiscono, né assicurano guarigioni. Tu sei l’unico assoluto responsabile delle decisioni che riguardano la tua salute nonché delle scelte delle cure mediche da seguire ed effettuare.